La riapertura del Mausoleo di Augusto.
Lunedì 21 Giugno - Ore 10.30

La riapertura dopo tantissimi anni e lunghi restauri del Mausoleo di Augusto è un evento straordinario

Iniziato dall’Imperatore nel 29 a.C., è una grandiosa costruzione il cui modello architettonico si ispirava, non  ai tumuli etruschi, ma alla Tomba di Alessandro Magno ed agli edifici sepolcrali ellenistici. L’etimologia stessa del termine mausoleo è legata infatti al sepolcro del re Mausolo di Alicarnasso, termine con cui poi sarà  designata  ogni tomba dinastica.  Il monumento, situato nella zona settentrionale del Campo Marzio, era connesso, urbanisticamente ed idealmente, ad altri monumenti celebrativi: l’Ara Pacis e l’Orologio Solare, che intendevano esaltare la grandezza della Gens Julia,  famiglia di appartenenza di Augusto, e sottolinearne l’origine divina.

La sua storia è lunga, affascinante e variegata  e costituisce l’esempio forse più significativo di come un monumento antico sia stato riutilizzato nel corso dei secoli con scopi diversi da quello originale: nel 1700 , ospitò le “giostre della bufala. Agli inizi del  1800  fu usato per  rappresentazioni teatrali e, poi per spettacoli di circo e ricevimenti, il più celebre quello per Giuseppe Garibaldi. Nel 1900 fu  trasformato in sala da Concerto, una delle più importanti in Europa, che ha ospitato tra l’altro grandi nomi come Toscanini e Mahler, per poi cadere in stato di abbandono

Oggi rientriamo in possesso di un tesoro della nostra storia.

TURNO COMPLETO  

INFORMAZIONI

Durata visita interna 50 minuti

Massimo 10 persone

Biglietto gratuito

 Costo € 13.00 auricolari inclusi

 Pagamento con bonifico: IBAN: IT40P0200805180000400114560 - Intestato a Bell’Italia 88 srl

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VAD | Edvard Munch. Le emozioni della grande pittura
LUNEDI’ 21 GIUGNO - ORE 18.15

Nonostante la familiarità che abbiamo con le “icone” della sua pittura, l’incontro con i quadri di Munch provoca sempre turbamento e commozione. E ammirazione per l’audacia tecnico-formale, che anticipò l’avanguardia del primo e del secondo Novecento. Seguiremo il cammino artistico ed esistenziale del più grande pittore norvegese di tutti i tempi, e tra i più grandi del XX secolo: dal naturalismo alla maturazione definitiva della sua inconfondibile sigla stilistica. Edvard Munch ha molti meriti. Prima di tutto quello di aver inventato uno stile che lo identifica a prima vista: pennellate serpentine, colori disarmonici, stati d’animo, emozioni. L'altro suo merito è l'invenzione dell'Urlo, che non è solo un dipinto di rara efficacia visiva e "sonora”, ma il riassunto del suo dramma esistenziale e di un'intera generazione della cultura: «Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… E sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura». Con l’avvento del nazismo la sua fu considerata “arte degenerata” e, con quella di altri artisti, Picasso, Matisse e Gauguin, rimossa dai Musei. Alla sua morte in un piano della sua casa, da anni chiuso agli ospiti, furono rinvenute dai familiari migliaia di opere, disegni, stampe, litografie e più di 1000 dipinti. Un’eredità incommensurabile che Munch aveva lasciato in eredità ad Oslo e a tutti noi.
A cura della dottoressa Andreina Ciufo

 

INFORMAZIONI PRATICHE

Costo a persona € 10,00

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La partecipazione ai nostri 'incontri' avverrà attraverso la piattaforma Zoom. A tutti gli iscritti sarà inviato, dopo ogni conferenza, un link che permetterà di recuperare la conferenza per chi non l’ha potuta seguire in diretta o per chi la vuole rivedere