LA GRANDE SCULTURA ATTRAVERSO I SECOLI
CICLO DI CONFERENZE A DISTANZA

Un’arte coinvolgente, ammaliante e antichissima quella della scultura che possiamo far risalire alla preistoria.
Un’arte che fissa e fa vivere nel marmo, nella terracotta, nel legno, nel bronzo le emozioni dell’artista perché, come afferma André Gide “Lo scultore non cerca di tradurre in marmo il proprio pensiero: egli pensa direttamente come se già tutto fosse di marmo, egli pensa in marmo.”
Per “ragioni di spazio” abbiamo scelto di partire dal Medioevo e seguire l’evoluzione della scultura attraverso nomi eccellenti, da i Pisano e Arnolfo di Cambio al Bernini e Michelangelo per concludere con Rodin e Camille Claudel due grandi artisti vissuti tra metà Ottocento e Novecento le cui vicende sono legate sia dal punto di vista artistico che umano.
Un percorso che ci farà comprendere bene quanto afferma il filosofo Michel Onfray “Scolpire è arrestare l’energia per contemplarla, catturare la vitalità per domarla e nutrirsene.”

 

MERCOLEDI’ 3 FEBBRAIO - ORE 18.15

NICOLA E GIOVANNI PISANO
Ragione e sentimento. Le radici della scultura gotica italiana.

Niccola col suo potente ingegno aveva raccolto in sé la forza che erompe dall'antico, la pienezza, la robustezza, il naturalismo sincero; quella forza che quasi due secoli dopo raccolse Jacopo della Quercia nelle sue forme poderose e sane, e quindi Michelangelo ne' suoi atleti. (Adolfo Venturi)

Un percorso emozionante ci narrerà di quella felice stagione artistica vissuta dalla scultura italiana a cavallo tra il Duecento e il Trecento. Inizieremo col modo di ‘fare arte’ di Nicola Pisano, maestro dal raffinato spirito classicista e dalle origini meridionali, quasi certamente pugliesi, per arrivare ai turbamenti patetici messi in scena dal figlio Giovanni nelle sue splendide sculture di Pisa e non solo. Tante le loro opere, architettoniche e soprattutto scultoree, dal pulpito del Battistero di Pisa all’Arca di San Domenico a Bologna alla Fontana Maggiore di Perugia. Opere nelle quali un linguaggio vigoroso e originale supera l’astrattezza e la trascendenza per esaltare i sentimenti reali di una umanità viva e ben presente. Un viaggio virtuale che da Perugia alla Toscana, tra ragione e sentimento, ci guiderà alla scoperta di un mondo fatto sì di marmo, ma anche di vibranti emozioni.

A cura di Valeria Danesi

 

LUNEDI’ 8 FEBBRAIO - ORE 18.15

ARNOLFO DI CAMBIO
Il mestiere di artista

La scultura dona un’anima al marmo. (François René de Chateaubriand)

Tra i pochi nomi di artisti che il Medioevo ci restituisce, quello di Arnolfo di Cambio è di certo uno dei più straordinari e affascinanti. Attivo tra la seconda metà del Duecento e l’inizio del secolo successivo, fu artista complesso e poliedrico: architetto, ingegnere, urbanista, scultore e forse anche pittore, quasi un precursore della figura dell’artista rinascimentale. Formatosi probabilmente nella bottega di Nicola Pisano, lavorò tra Umbria, Roma, e Firenze per i più grandi committenti dell’epoca, come il re Carlo d’Angiò e papa Bonifacio VIII. Le sue sculture rivoluzionarono la plastica medievale, coniugando in sé la monumentalità del mondo classico e la coeva moda del Gotico Rayonnant. Il tutto con un’inedita attenzione per il punto di vista dell’osservatore.

A cura di Giulia Pollini

 

VENERDI’ 12 FEBBRAIO - ORE 18.15

GIAN LORENZO BERNINI
L'immagine e l'illusione

Nelle acque stagnanti dell'arte con cui si apriva il secolo XVII, grande senza grandiosità, scorretta senza novità, egli portò il soffio potente del genio; la agitò, la mosse, fino a sconvolgerla in tempesta. Il grande, il magnifico, l'ingegnoso, l'appariscente, il maraviglioso, l'eccessivo, era lo spirito, l'ideale del tempo; e questo, Michelangelo meridionale, egli tradusse nell'arte. (Domenico Gnoli)

Il Cavalier Bernini è stato “dittatore” incontrastato delle arti nella Roma seicentesca della Controriforma. Architetto e scultore, pittore e scenografo, poeta e scrittore di commedie, Bernini ha avuto a disposizione un'intera città da modellare e lo ha fatto con la forza del suo genio vulcanico, imprimendole per sempre il suo stile. Classicista in architettura, ha interpretato al meglio l'indole drammatica del barocco nelle sue magnifiche sculture, veri e propri tour de force. Davanti a loro riusciamo a percepire parole e grida, sofferenza e gioia. Il grande artista è in grado di dare un’anima al marmo e renderlo vivo attraverso effetti di movimento sublime, teatralità, profonda intensità da cui scaturiscono le passioni umane. Capolavori assoluti in grado di emozionare


A cura di Maria Clara Bartocci

 

VENERDI’ 19 FEBBRAIO - ORE 18.15

MICHELANGELO
Nelle pieghe del marmo

Io intendo scultura, quella che si fa per forza di levare: quella che si fa per via di porre, è simile alla pittura: basta, che venendo l’una e l’altra da una medesima intelligenza, cioè scultura e pittura, si può far fare loro una buona pace insieme, e lasciar tante dispute; perché vi va più tempo, che a far le figure. (Michelangelo)

Scultore, pittore e architetto, Michelangelo Buonarroti è stato sicuramente uno dei grandi maestri del Rinascimento italiano. Formatosi nel frizzante ed eclettico clima culturale della Firenze di Lorenzo de’Medici, proprio nella città toscana entra in contatto coi primi, fondamentali maestri che lo influenzeranno in seguito, Masaccio su tutti . Artista poliedrico e poeta, Michelangelo ha prodotto alcuni tra i capolavori assoluti dell’arte italiana. Un viaggio virtuale per ricostruire la vita e l’arte di questo genio e la sua produzione scultorea, relativamente al metodo di ideazione delle forme e di lavorazione della materia, nonché al suo importantissimo, quanto modernissimo, lascito alle generazioni future. E ci emozioneremo davanti ad alcune sue opere, come il Mosè, accigliato e terribile, con uno sguardo di fuoco, il corpo proteso in avanti come nel gesto di alzarsi di scatto e la Pietà Rondanini , una preghiera intima e commuovente lontanissima dallo stile eroico precedente, il suo ultimo capolavoro, che conferma la forza comunicativa del non-finito michelangiolesco e la sua straordinaria modernità

A cura di Angelica Gimbo

 

MARTEDI’ 23 FEBBRAIO - ORE 18.15

AUGUSTE RODIN
Il grande traghettatore della scultura verso la modernità

L'artista deve creare una scintilla prima di poter accendere il fuoco e prima che l'arte nasca; l'artista deve essere pronto ad essere consumato dal fuoco della propria creazione. (Auguste Rodin)

Una scelta quasi obbligata quella di dedicare uno dei nostri incontri a Rodin, figura di spicco per la scultura dell’’800 e inizi ‘900. I motivi? Perché é un altro genio considerato il progenitore della scultura moderna. Perché dopo il suo esordio legato ad una impostazione classicista, in un viaggio in Italia, fu colpito dalla intensità drammatica dei capolavori di Michelangelo che lo portarono ad infondere una nuova vitalità alle sue opere caratterizzate da una profonda carica espressiva e da un intenso realismo. Perché una delle sue opere principali, La Porta dell’Inferno, è in parte ispirata alla Divina Commedia e, proprio nel 2021, si celebra Dante in occasione dei 700 anni dalla morte. Le opere di questo affascinante artista sono sparse nel mondo. Molte sono ospitate a Parigi nel Museo che porta il suo nome, allestito nell’Hotel Biron, un delizioso palazzo rococò scoperto da Rilke, grande amico del talentuoso Rodin che visse qui gli ultimi anni di vita. La villa, cinta da un incantevole parco, asseconda con grazia la presenza delle sculture, eternizzate figure umane che riposano silenti nelle stanze della casa e davanti alle quali si resta incantati

A cura di Andreina Ciufo

 

MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO - ORE 18.15

CAMILLE CLAUDEL
Talento e passione, genio e sofferenza di una grande artista

Stavo insegnandole a scoprire l’oro dentro la materia, in realtà l’oro era già dentro di lei (Auguste Rodin)

Ancora un legame tra due protagonisti di questo ciclo. Come Eva dalla costola di Adamo, infatti, Camille è stata estratta dall’ombra lunga e incombente di Rodin. Una vita difficile quella di Camille: un’infanzia problematica per una madre anaffettiva, un percorso artistico intenso ma breve, durato solo 13 anni, lunghi anni costellati di grandi sofferenze: i rapporti familiari, la tormentata storia d’amore e l’antagonismo con Rodin, la difficoltà per la sua epoca ad emergere come artista. La sua passione per la scultura, come ci dicono anche le sue lettere, era totalizzante e le sue opere, per lo più in marmo o in bronzo, sono quelle di un’artista talentuosa. Opere straordinarie e coinvolgenti nelle quali si possono leggere i suoi sentimenti, la sua disperazione, la sua stessa vita; opere nelle quali emerge passione, sensualità, padronanza del movimento, dinamismo e una modernità intensa e tormentata. Le indagini sulla sua figura, abbastanza recenti, hanno svelato il suo talento di scultrice e messo a fuoco le fasi e la natura del rapporto con l’ amante. Una passione scandita dai successi di lui, e dal naufragio creativo e mentale di Camille finita in manicomio per 30 anni dove morì in completa solititudine


A cura di Caterina Brazzi Castracane

 

INFORMAZIONI PRATICHE
Costo a persona per l’intero ciclo di 6 video conferenze € 50,00
Appuntamento ore 18.15 – inizio conferenza ore 18.30 |Durata di ciascun incontro un’ora circa
Da prenotare entro il 1 febbraio

La partecipazione ai nostri 'incontri' avverrà attraverso la piattaforma Zoom, un'applicazione semplicissima da utilizzare e che potrete scaricare gratuitamente sui vostri dispositivi (computer/smartphone/tablet e ipad).

Chi acquisterà la partecipazione agli incontri, riceverà una email, a ridosso delle date previste, con un link: basterà cliccarci sopra nel giorno e nell'ora fissata per prendere parte alla video conferenza in completa sicurezza.

A tutti gli iscritti sarà inviato, dopo ogni conferenza, un link che permetterà, per i successivi sette giorni, di recuperare la conferenza per chi non l’ha potuta seguire in diretta o per chi la vuole rivedere

Dati per il bonifico: IBAN: IT40P0200805180000400114560 - Intestato a Bell’Italia 88 srl
PayPal:paypal.me/bellitalia88

 

 

 

 


CASE DI ARTISTI | LA CASA DI KANDINSKY
Venerdì 29 gennaio - ore 18.15

“Tanto più scuro è l’azzurro tanto più esso attira l’uomo nell’infinito, risveglia in lui la nostalgia del puro e, in fin dei conti, del soprasensibile. È il colore del cielo come noi ce lo immaginiamo al suono della parola cielo.”  

In effetti quella che è conosciuta come la casa  di Kandinsky apparteneva alla pittrice Gabriele Münter,  allieva e poi sua  compagna di vita; e nella Münter Haus i due artisti vissero per cinque anni nei mesi estivi. Un luogo  splendido e di grande suggestione denso di memorie artistiche. La pittrice si era innamorata del piccolo borgo di Murnau am Staffelsee e insieme a Kandinsky progettarono il giardino , arredarono l’abitazione e decorarono i mobili con i loro dipinti . La casa, che gli abitanti del borgo chiamavano Russianhaus, “la Casa del russo”,  fu frequentata da artisti, compositori e filosofi divenendo un vero e proprio polo culturale,  luogo di incontro soprattutto  di quel gruppo internazionale di artisti noto sotto il nome di Der Blaue Reiter, il Cavaliere Azzurro.  Il paesaggio idilliaco, la campagna, il borgo, le Alpi che vedevano dalle finestre, la luce, i colori, la casa stessa e il giardino furono fonte di ispirazione per entrambi. Dopo la loro separazione, che coincise con lo scoppio della prima guerra mondiale,  Gabriele ritornò nel 1936 nella casa dove aveva nascosto, dietro finti muri di un seminterrato,  numerosi dipinti, moltissimi di Kandinky, per sottrarli ai nazisti. Nella Münter Haus si respira l’atmosfera pre bellica nella quale hanno vissuto Kandinsky e la sua compagna e conserva numerose opere dei due artisti

“Mi sembrava che l'anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l'inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita.” (Kandinsky)

 

 cura di Caterina Brazzi Castracane