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Bellezza diffusa
Arte e paesaggi a San Gimignano e nella Val d’Elsa
22/03/2019 - 24/03/2019

Itinerario culturale di 3 giorni, 2 pernottamenti. In treno e pullman
Roma – Rapolano - Geggiano - San Gimignano - Colle Val D’Elsa - Torri - Firenze - Roma

 

Ferma in un eterno Medio Evo, San Gimignano si rivela all’altezza della sua fama fin da quando, sopra la linea ondulata delle colline, ne appare l’inconfondibile profilo scolpito dai fusti delle 13 torri sopravvissute.
Moltissime per noi; una manciata a confronto delle 72 originarie, una per ogni famiglia della “classe dirigente”. Incantevoli tesori d’arte si trovano nelle chiese, ma l’emozione appagante della storia cristallizzata nella bellezza dell’architettura la scorgi anche solo passeggiando fra le strade e le piazze di questo incantevole borgo.
Una bellezza diffusa ovunque in Toscana, che noi ritroveremo nel minuscolo borgo di Torri, in Val Rosia, nella pieve romanica di San Vittore a Rapolano, nel centro magnifico di Colle Val d’Elsa e nella Villa che appartenne al grande archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, coronata da un giardino con un Teatro di verzura rimasto inalterato dal Settecento. 

 

Le visite saranno curate dalla dott.ssa  Andreina Ciufo

PARTENZA CONFERMATA - DISPONIBILITA' SU RICHIESTA

1° GIORNO | VENERDI’ 22 MARZO

Ore 10.00 Appuntamento alla Stazione Termini, lato via Marsala 

Ore 10.30 Partenza per Arezzo con Treno IC 588

Ore 12.53 Arrivo alla stazione di Arezzo, partenza con pullman privato per Rapolano e pranzo libero 

Nel pomeriggio si visiterà la Pieve di San Vittore
Una pregevole costruzione romanica, che la tradizione vuole fondata nel IV secolo e che consiste in un’aula basilicale a tre navate con abside semicircolare. La sobrietà dell’interno è rotta da un frammento di affresco di fine ‘300, contenente la figura di Sant’Ansano con lo stendardo di Siena, e da una Madonna con Bambino in terracotta policroma di scuola senese del XVI secolo
Al termine partenza per la vicina Geggiano e visita guidata di Villa Bianchi Bandinelli
Prima che Bertolucci vi girasse il suo “Io ballo da sola”, trasformando in set cinematografico gli ambienti interni e gli scenari campestri che la circondano, la Villa era stata scelta da Vittorio Alfieri come residenza per brevi soggiorni e come palcoscenico ideale per la rappresentazione di alcune sue tragedie. In asse con la facciata, leggermente sopraelevato, è il settecentesco “teatro di verzura”, tra i più famosi in Italia per l’intatta bellezza, delimitato da alte siepi di alloro che custodiscono da secoli la magia del luogo e la sua rarefatta eleganza. La visita sarà curata dai proprietari.
Proseguimento per S. Gimignano, sistemazione in albergo, cena e pernottamento

2° GIORNO | SABATO 23 MARZO

Prima colazione e visita guidata della città
La piazza della Collegiata inquadra il Palazzo del Popolo, la Torre Grossa, la Loggia del Comune, che ospitava le autorità durante le cerimonie pubbliche, il Palazzo vecchio del Podestà.
Piazza della Cisterna è anch’essa uno scenario di eccezionale valore che prende il nome dal pozzo al centro dell’invaso. E’ la piazza commerciale che ospitava le botteghe e il mercato e dove si allestivano le “giostre”. Vi si affacciano il palazzo Tortoli, con le sue eleganti bifore, la torre dei Pucci, le torri e le case dei Becci e Cugnanesi, e il palazzo Ardinghelli.
La Collegiata di Santa Maria Assunta
Costruita tra l’XI e il XII secolo, la Basilica è celebre per gli affreschi rinascimentali realizzati a seguito dell’ampliamento della struttura operato da Giuliano da Maiano a metà ‘400. Splendida la cappella di S. Fina, con il ciclo pittorico di Domenico Ghirlandaio.
La chiesa di Sant’Agostino e gli affreschi di Benozzo Gozzoli
Le Storie di Sant’Agostino furono realizzate dal pittore nel 1464, conferendo alla figura del Dottore della Chiesa e a quella di sua madre Santa Monica il massimo risalto possibile. E’ una visione di armonia ed equilibrio a dettare le scene, calibrando i colori su toni di squisita eleganza: un omaggio del pittore alla figura del Santo più amato dall’Umanesimo.
Pranzo libero

Nel primo pomeriggio visita guidata di Casa Campatelli
Nel 2005 Lydia Campatelli donò al FAI la casa-torre che i suoi avi avevano acquistato nell’Ottocento, a condizione che fosse aperta al pubblico. Intatta nel patrimonio di arredi, suppellettili, ricordi, fotografie, collezioni di ceramiche e di quadri, la casa rivela lo stile di vita di una famiglia di ricchi imprenditori e proprietari terrieri sullo sfondo della Toscana dell’800. La torre, anch’essa visitabile, è l’unica fra quelle sopravvissute a San Gimignano, ad aver conservato il volume originario.
Tempo libero
Cena e pernottamento

3° GIORNO | DOMENICA 24 MARZO

Prima colazione, partenza per Colle Val d’Elsa e visita guidata del centro che ebbe massima fioritura nel Medio Evo per la produzione della lana e per le cartiere.
Dei due nuclei nei quali si divide l’abitato, la parte compresa tra Borgo e Castello riveste il massimo rilievo in termini di ricchezza ambientale e artistica. Via del Castello, asse del borgo castrense, è fiancheggiata da case-torri e palazzi del Rinascimento. Ma ovunque si ritrova la stessa affascinante alternanza di stili e di epoche. La piazza del Duomo accoglie il Palazzo Pretorio e il Duomo seicentesco, che sostituì la romanica pieve di Sant’Alberto. Il Teatro dei Varii di Antonio Galli Bibbiena è una piccola gemma di architettura teatrale del Settecento. In una piazzetta, da un fitto nucleo di case-torri, emerge quella che la tradizione riconosce quale luogo di nascita di Arnolfo di Cambio.
A seguire visita guidata del Museo di San Pietro aperto nel 2017 nel monastero omonimo e nato dalla fusione di raccolte precedenti.
Le sezioni sono organizzate secondo una scansione che mette l’arte in relazione con gli eventi storici della Valdelsa. In un arco che va dal Medio Evo al Novecento, emergono figure di artisti come il Maestro di Badia a Isola, orbitante nella cerchia di Duccio di Buoninsegna, il gotico Cennino Cennini, e Marco Romano, autore di uno splendido Crocifisso ligneo policromo. Per l’Otto e il Novecento si segnalano Antonio Salvetti, fondatore di una scuola pittorica locale, Mino Maccari, incisore, giornalista e noto satirico e vignettista durante il fascismo, Ottone Rosai, che combina Cèzanne a Giotto sotto un segno di malinconica naïvete
Pranzo libero
Nel primo pomeriggio proseguimento per la vicina Torri e visita, con apertura riservata, dell’Abbazia della SS. Trinità e Santa Mustiola
Torri è un borghetto tutto ancora medioevale, nato attorno a un’abbazia di monaci Vallombrosani, fondata nell’XI secolo. Nel Trecento un pesante attacco dell’esercito pisano ne causò la lenta decadenza. Gli attuali proprietari hanno trasformato il monastero in villa residenziale, mantenendo intatto l’incantevole chiostro. Di pianta quadrata, questo si eleva su due piani di arcate e un loggiato alla sommità. L’alternanza di pietra, mattoni e legno e le belle proporzioni dell’architettura donano al chiostro un carattere di intima eleganza.
Partenza per la Stazione di Firenze Campo di Marte

Ore 19.27 Partenza per Roma in treno Frecciargento 8525 in posti riservati di 2 classe

Ore 20.45 Arrivo alla Stazione Termini