Il norvegese Andersen era una curiosa figura di scultore, acceso di utopismo, stabilitosi a Roma alla fine dell’Ottocento. Realizzò e decorò la sua casa-atelier, il bel villino neorinascimentale che oggi ne ospita il museo. Sognò e progettò una Città Mondiale, centro di ricerca scientifica e di elaborazione filosofica, laboratorio in divenire di cultura, nella quale l’arte sarebbe stata fattore indispensabile di educazione e di crescita. Insieme a disegni e dipinti, nel museo si trovano le sculture grandiose che avrebbero costituito il corredo allegorico e decorativo della città, inneggianti al progresso e alla pace universali.
Appuntamento: via Pasquale S. Mancini, 20
Quota di partecipazione: € 8,00 – ospiti € 10,00
Ingresso gratuito
A cura della dott.ssa Valentina Gnesutta