Le più belle poesie romanesche, che con la loro verità "nuda" e "sfacciata" aprono uno scorcio sulla Roma sparita trasformando il dialetto in una vera e propria lingua d'arte, raccontate da Ottaviano Brecciaroli.
Una passeggiata immaginaria nella Roma dell'Ottocento attraverso i componimenti di Belli, Pascarella e Trilussa illustrata da immagini dell'epoca, dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli agli acquarelli di Ettore Roesler Franz.
Appuntamento: in sede
Ingresso libero