L’espressionismo tedesco e la cinematografia russa
Incubi e storie di mostri caratterizzano il cinema tedesco degli anni Venti, riflesso delle tensioni della Germania dopo la prima guerra mondiale e presago, secondo diverse analisi critiche, dell’avvento del nazismo. Negli stessi anni nasce in Russia una scuola di cineasti di eccezionale importanza per gli sviluppi del cinema del Novecento, impegnata, così come l’intero universo delle arti, nella costruzione della società rivoluzionaria. Tra i film che analizzeremo: Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene, Metropolis di Fritz Lang, la Corazzata Potemkin di Sergej Ejzenštein, L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov
Appuntamento: in sede
Quota di partecipazione: € 10,00 – ospiti €12,00
A cura della dott.ssa Andreina Ciufo