“Dipingo i fiori per non farli morire.” (Frida Kahlo)
L’arte di Frida Kalho può piacere o non piacere. Può coinvolgere o lasciare perplessi. Ma è innegabile che difficilmente lascia indifferenti. Frida è una figura di spicco che ha avuto un ruolo essenziale nell’arte del Novecento. Una vita di grandissime sofferenze e una forza fuori dal comune dalle quali sono scaturite opere di grande fascino che parlano di lei. E parla di lei la sua casa, una esplosione di colori che contrastano con le sue sofferenze. Intorno alla casa un giardino ricco soprattutto di piante tropicali, un luogo incantato per combattere la sua quasi immobilità vissuta nel letto dal quale dipingeva. Colori che ritroviamo nella sua arte grazie alla quale riusciva ad evadere dalla sua “prigionia”. Colori accesi, sgargianti , luminosi, nelle camere, nel suo studio, nella sala da pranzo, nella cucina dove predominano il blu e il giallo. Colori che riportano alla tradizione messicana, all’ intimità familiare, al gusto per il cibo, all’amore. Quell’amore profondo, appassionato e tormentato che legò questa rivoluzionaria artista a Diego Rivera
“Per i grandi cuori che muoiono nel corpo ma che continuano a battere nel respiro della notte, non ci sono canoni o bellezze regolari, armonie esteriori, ma tuoni e temporali devastanti che portano ad illuminare un fiore, nascosto, di struggente bellezza.” (Frida Kahlo)
A cura di Giulia Pollini