“Mentre mi arrampicavo e camminavo tra le rovine, ho trovato un patio con una casa molto carina e un secchio per attingere l'acqua. Era un patio di buone dimensioni con un lungo muro con una porta su un lato. Quel muro con una porta era qualcosa che dovevo avere”
Visitare la casa di Georgia O’ Keefe , ci permetterà di conoscere questa grande artista. Il cromatismo ardito della O’Keeffe muta oggetti e forme della natura in meravigliose epifanie e ne svela la bellezza nascosta. La carica innovativa che seppe portare nella pittura americana, riuscì a liberarla dalla dipendenza da quella europea. La sua pittura trae parte dell’originalità dal confronto con la fotografia. Seguiremo il percorso artistico e umano, indissolubilmente legato al rapporto appassionato e turbolento con il marito Alfref Stieglitz, di una delle più importanti artiste statunitensi, figura iconica del XX secolo. Proprio per allontanarsi, almeno fisicamente, dalla figura carismatica ma incombente di Stieglitz, Georgia decise di abbandonare la sfavillante New Yok per trascorrere lunghi periodi nel New Mexico dove si stabilì definitivamente alla morte del marito, nella sua casa di Abiquiú Affascinata dalla bellezza dei paesaggi grandiosi del deserto scriveva in una delle sue 25.00 lettere al marito “Vorrei che tu potessi vedere quello che vedo fuori dalla mia finestra”, una scogliera di terra rosa e gialla al nord […] alcune colline rosa e viola di fronte e dei sottili cedri opachi, una sensazione di grandezza, è davvero un bel mondo qui”. La degenerazione maculare le causò gravi problemi di vista ma, attingendo ai suoi ricordi, continuò a dipingere e negli ultimi anni a realizzare sculture, fino a quando morì a 99 anni.
"E’ soltanto per selezione, per eliminazione, per enfasi che si arriva al vero significato delle cose […] Voglio creare l’equivalente di quello che sento quando lo guardo, non una copia di esso" (Georgia O’ Keefe)
A cura di Andreina Ciufo