“Tanto più scuro è l’azzurro tanto più esso attira l’uomo nell’infinito, risveglia in lui la nostalgia del puro e, in fin dei conti, del soprasensibile. È il colore del cielo come noi ce lo immaginiamo al suono della parola cielo.”
In effetti quella che è conosciuta come la casa di Kandinsky apparteneva alla pittrice Gabriele Münter, allieva e poi sua compagna di vita; e nella Münter Haus i due artisti vissero per cinque anni nei mesi estivi. Un luogo splendido e di grande suggestione denso di memorie artistiche. La pittrice si era innamorata del piccolo borgo di Murnau am Staffelsee e insieme a Kandinsky progettarono il giardino , arredarono l’abitazione e decorarono i mobili con i loro dipinti . La casa, che gli abitanti del borgo chiamavano Russianhaus, “la Casa del russo”, fu frequentata da artisti, compositori e filosofi divenendo un vero e proprio polo culturale, luogo di incontro soprattutto di quel gruppo internazionale di artisti noto sotto il nome di Der Blaue Reiter, il Cavaliere Azzurro. Il paesaggio idilliaco, la campagna, il borgo, le Alpi che vedevano dalle finestre, la luce, i colori, la casa stessa e il giardino furono fonte di ispirazione per entrambi. Dopo la loro separazione, che coincise con lo scoppio della prima guerra mondiale, Gabriele ritornò nel 1936 nella casa dove aveva nascosto, dietro finti muri di un seminterrato, numerosi dipinti, moltissimi di Kandinky, per sottrarli ai nazisti. Nella Münter Haus si respira l’atmosfera pre bellica nella quale hanno vissuto Kandinsky e la sua compagna e conserva numerose opere dei due artisti
“Mi sembrava che l'anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l'inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita.” (Kandinsky)
A cura di Caterina Brazzi Castracane