In origine si chiamò solo Commedia; fu Boccaccio a chiamarla Divina, in una biografia del poeta. La Commedia ha da sempre stimolato gli artisti e moltissimi ne hanno illustrato i versi attraverso miniatura e incisioni. Splendidi i disegni su pergamena del Botticelli che non riuscì a completare l'impresa: uno solo terminato, rappresentava la visione dell'Inferno, impressionante per minuzia descrittiva. Prima del tardo Settecento l'arte si è occupata di Dante quasi esclusivamente sotto forma di commento illustrativo ai versi. Solo con i primi sintomi della temperie romantica esplode il mito dantesco. Pittura e scultura si scindono dal testo e la stessa vita di Dante diventa soggetto di innumerevoli opere pittoriche. Molte e pregevoli le edizioni dell'Ottocento, fra cui le celebri incisioni di Doré, che portarono la fama di Dante oltre la fruizione d'élite. Dopo un prologo sul "vero" volto di Dante e una selezione di illustrazioni, ci concentremo sulla fortuna di Dante nell'Ottocento e oltre. Tra gli artisti Délacroix, Ingres, i Preraffaelliti, Salvador Dalì.
A cura della dottoressa Andreina Ciufo
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