Edward Hopper è stato definito in molti modi: pittore del silenzio, pittore della solitudine e pittore dell’incomunicabilità. Senza dubbio il grande artista statunitense è stato anche tutto questo, ma si mostra ai nostri occhi innanzitutto come un narratore raffinato, sensibile e struggente dell’America della prima metà del Novecento. Gli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale sono stati un periodo di transizione complessa sia per l’Europa, sia per il Nuovo Mondo e l’arte, da sempre cartina al tornasole della storia umana, attraverso lo sguardo di Hopper ci fornisce una visione sospesa, dilatata ed enigmatica di questa sfaccettata realtà.
Onirico al limite del metafisico, con i suoi dipinti Edward Hopper ci trasporta ancora oggi in un mondo altro dove speranze e attese si fondono indistintamente, soggiogando il nostro sguardo con la sua inconfondibile poetica della luce.
A cura della dottoressa Maria Clara Bartocci
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