“Il sipario sta per aprirsi. Le luci di sala si spegneranno tra un po’ e si accenderanno i proiettori. Il pubblico rumoreggia. Aspetto.
Una delle cose che faccio sempre è prendermi un minuto dietro le quinte prima di andare in scena. Mi serve per staccare gli interruttori col mondo reale. Ascolto il vociare del pubblico, osservo le facce tirate dei miei colleghi, ripasso mentalmente le cose da fare e la prima battuta, che è quella più importante.
Più di ogni altra cosa, però, ascolto me stesso. Chiudo gli occhi e mi concedo qualche istante solo per me. Una manciata di secondi, mi bastano per ricordare perché ho scelto questa professione.
La voglia di comunicare e di gridare al mondo chi sono, l’incoscienza della gioventù, i sogni da Premio Oscar, il desiderio di voler giocare ancora e la maledetta paura, forte quasi come la paura della morte: la paura di parlare in pubblico, tanti occhi che osservano solo te. Ogni tuo gesto, ogni tuo respiro, ogni tuo possibile sbaglio.
Col passare del tempo è svanita e ha lasciato spazio alla consapevolezza, al desiderio di camminare in una realtà diversa da quella contingente, sperimentare tempi e vivere emozioni irreali ma mai false.
Se ancora faccio questo mestiere è per proseguire quel cammino che ho intrapreso anni addietro. La voglia di incontrare allievi, colleghi, registi e impresari, ognuno con le proprie storie, ognuno con le proprie passioni. E’ per me irrinunciabile, vitale.
Chiunque ami il teatro: il dilettante e il professionista, quello che “io non salirò mai su un palco” (innocente bugiardo! Sai bene che è la cosa che desideri di più al mondo…) e quello che, invece, non vede l’ora di salirci ma non ha avuto l’occasione di farlo.
Chi vuole giocare all’immedesimazione, chi vuole misurarsi con se stesso, chi desidera conoscere i meccanismi della recitazione o le regole di regia, chi non vede l’ora di cimentarsi e scornarsi con un monologo nel chiuso di una stanza…
chiunque di voi è, e rimarrà, mio amico.
Ora riapro gli occhi. Le luci di sala si sono spente e il pubblico si è zittito.
Devo entrare in scena. Un respiro profondo e via.”
(Gabriele Manili)
Modalità di svolgimento
Il laboratorio teatrale ha una durata di otto mesi (ottobre – maggio) e si concluderà con uno spettacolo di fine corso al quale i partecipanti potranno prendere parte in veste di autore, attore o aiuto regia.
Le lezioni, monosettimanali, hanno una durata di due ore e verteranno sui seguenti temi:
- Studio della recitazione
- Espressività corporea,
- Elementi di regia
- Uso della voce
- Dizione
- Analisi del testo
L’obiettivo è porre i partecipanti di fronte al percorso che è dietro ogni personaggio.
Attraverso lo studio delle materie sopraindicate, l’allievo acquisirà gli strumenti utili a una corretta e coerente creazione artistica.
Si prevede, nel corso dello svolgimento, la realizzazione di performace artistiche (piccoli monologhi, reading, messe in scena) aperte al pubblico che hanno funzione, oltre al riscontro delle capacità acquisite, di preparazione allo spettacolo finale.
Destinatari
Il laboratorio è rivolto a partecipanti di qualsiasi livello, anche principianti.
La didattica sarà adeguata alle specifiche conoscenze ed esperienze di ognuno
Si consiglia abbigliamento e calzature comode durante le lezioni
Prenotazioni e Costi
Il costo del laboratorio è di € 45,00 al mese
Gli incontri si svolgeranno una volta a settimana, indicativamente il lunedì nel tardo pomeriggio, ma gli orari saranno adattati per quanto possibile alle esigenze dei partecipanti
Il Corso verrà attivato con un minimo di 8 persone e fino ad un massimo di 15
Lezione di prova gratuita: lunedì 21 ottobre - Ore 18:30
Docenti
Gabriele Manili - Attore, autore, formatore.
Sede del corso
Spazio Bell’Italia 88
Via Tommaso Campanella, 36 - Roma
Metro A “Cipro”. Parcheggio a pagamento Mercato Trionfale a 200 mt