Via Girolamo Savonarola 17, Roma

Grandi Architetti. “Creatori di sogni” tra luce e colori
Grandi Architetti. “Creatori di sogni” tra luce e colori
Grandi Architetti. “Creatori di sogni” tra luce e colori

Grandi Architetti. “Creatori di sogni” tra luce e colori

Ciclo di Conferenze Online

18/05/2021

Abbiamo preso in prestito il titolo di un film documentario di Sydney Pollack su Frank O. Gehry per definire gli architetti di questo miniciclo perché la definizione ci è sembrata adatta a tutti e tre i nostri protagonisti. Se nei cicli precedenti abbiano parlato di architetti collegando le loro grandi personalità al periodo storico o alle tematica spirituale presente in alcune loro realizzazioni in questi incontri abbiamo deciso di presentarvi tre figure delle quali ci siamo “innamorati” nei nostri viaggi a Vienna, Berlino, Parigi, Bilbao. Ovviamente quello che abbiamo visitato nel passato sarà solo lo spunto per ampliare la loro conoscenza, il loro pensiero, la loro poetica e conoscere le tante opere disseminate nel mondo.
In attesa di poter tornare a “toccare” alcuni dei loro straordinari capolavori per emozionarci ancora.

LUNEDI’ 7 GIUGNO - ORE 18.15

Friedensreich Hundertwasser
Se uno sogna da solo, è solo un sogno. Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà.

Per descrivere Hundertwasser potremmo adoperare una lunga serie di aggettivi: insolito, eccentrico, visionario, ecologista ante litteram, fantasioso, trasgressivo, anticonformista, “colorato”. Sì, perché le sue opere, pittura, grafica, architettura, sono tutte un’esplosione di colori. Il suo vero nome era Friedrich Stowasser ma lo cambiò in  Friedensreich – regno di pace -  Hundertwasser – cento acque -  visto il suo amore per il mare e l’acqua in tutte le sue forme. Scrisse un manifesto contro il razionalismo e il predominio della linea retta. Amava invece la forma della spirale, simbolo della continuità della vita e della ricerca interiore. E amava soprattutto introdurre la natura nelle sue architetture: giardini pensili sulle terrazze, pavimenti che richiamano l’irregolarità dei terreni, alberi che spuntano dalle finestre o svettano dai tetti verso il cielo perché, secondo l’artista nessun edificio dovrebbe essere più alto di un albero. La sua opera più famosa è la Hundertwasserhaus a Vienna, 50 appartamenti per il ceto meno abbiente. Per questa realizzazione non volle compensi ritenendo sufficiente aver impedito la costruzione di un brutto, anonimo palazzo. La sua architettura “brillante”, rivolge l’ attenzione ai particolari, mosaici, colori, alle finestre, un legame tra esterno e interno, e cupole d’oro perché  “ogni uomo deve sentirsi un re a casa propria”, in armonia con la natura e con sé stesso.

A cura di Andrena Ciufo

MERCOLEDI’ 16 GIUGNO - ORE 18.15

Frank O. Gehry
L'architettura dovrebbe parlare del suo tempo e luogo, ma desidera ardentemente l'eternità.

Canadese naturalizzato statunitense nasce da una famiglia di ebrei polacchi e il suo vero nome è Ephraim Owen Goldberg. Un genio assoluto del decostruttivismo, dalla fantasia illimitata le cui opere riescono a stupire con le loro linee oblique, “libere” e l’uso di materiali più disparati, talvolta insoliti e meno nobili: rete metallica, lamiera ondulata,  titanio, vetro. Una personalità multiforme tesa alla scoperta, all’avventura  che nelle sue opere architettoniche riesce a inserire “accenni” di pittura e di  scultura. Tra le sue innumerevoli incredibili opere ne citeremo qui solo due. Il Guggenheim di Bilbao, una cattedrale laica, incagliata nel letto del fiume come un’astronave caduta sulla terra, una peonia che sboccia, citazione  esplicita della scultura futurista di Boccioni. Una strabiliante invenzione del suo genio dove ognuno può ritrovarsi seguendo le proprie personalissime esperienze visive ed emotive, un  prodigio di tecnologia ed estetica Per fare il Guggenheim, dice Gehry "ho visto tutto. Il costruttivismo russo, certo, Tatlin, ma anche Malevich, El Lissitsky; e anche Matisse, e anche Moby Dick". E la Fondazione Luis Vuitton  a Parigi  pensata come un iceberg, una vela e una nave: un insieme poliedrico di legno, vetro e acciaio, capace di rivoluzionare la Parigi del XXI secolo.

A cura di Maria Clara Bartocci

MERCOLEDI’ 23 GIUGNO - ORE 18.15

Daniel Libeskind
Ascolto le pietre. Colgo i volti intorno a me. Cerco di costruire ponti verso il futuro fissando il passato con occhi limpidi. Attingo alla mia esperienza nello strenuo tentativo di far vibrare corde universali

Nato in Polonia da genitori ebrei sopravvissuti all’Olocausto e divenuto successivamente cittadino naturalizzato statunitense Daniel Libeskind, prima musicista in Israele, è uno degli interpreti principali dell’architettura decostruttivista. Il suo intento è quello di comunicare attraverso l’architettura intersecando la sua grande passione per altre discipline quali la matematica, la letteratura, la filosofia e soprattutto la musica. “E in un certo senso, musica e architettura sono in realtà la stessa cosa. Quando inizi a leggere l'architettura come una partitura, improvvisamente vedi cose completamente nuove. L'architettura è un'arte che nasce da nient'altro che un disegno, e che si avvicina molto a uno spartito musicale con i suoi simboli e le sue linee”

Difficile raccontare in poche righe la sua straordinaria, poliedrica personalità. Ci aiuteranno le immagini delle sue opere stupefacenti sparse in tutto il mondo a partire dal Museo Ebraico a Berlino, una “architettura parlante” pensata come un itinerario nella memoria collettiva dell’Olocausto, metafora del cammino nella storia del popolo ebraico e della sua immane tragedia. “Un memoriale, per esempio, ha un senso solo se permette di creare nuovi legami tra le persone, rigenerandole. È uno strumento di guarigione collettivo che funziona facendoci sentire in sintonia con gli altri pur permettendoci di sviluppare un pensiero individuale e indipendente”

A cura di Caterina Brazzi Castracane

INFORMAZIONI PRATICHE
Costo a persona per l’intero ciclo di 3 video conferenze € 30,00
Appuntamento ore 18.15 – inizio conferenza ore 18.30 |Durata di ciascun incontro un’ora circa
Da prenotare entro il 1 giugno

La partecipazione ai nostri 'incontri' avverrà attraverso la piattaforma Zoom, un'applicazione semplicissima da utilizzare e che potrete scaricare gratuitamente sui vostri dispositivi (computer/smartphone/tablet e ipad). Gli iscritti riceveranno una email, a ridosso delle date previste, con un link: basterà cliccarci sopra nel giorno e nell'ora fissata per prendere parte alla video conferenza in completa sicurezza. Dopo ogni conferenz sarà inviato un link che permetterà di recuperare o rivedere la conferenza.

Dati per il bonifico: IBAN: IT40P0200805180000400114560 - Intestato a Bell’Italia 88 srl |

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