Via Girolamo Savonarola 17, Roma

SICILIA ORIENTALE

NERO di LAVA - il barocco all'ombra dell'Etna

Partenza 30/12/2009

Ritorno 02/01/2010

 

“Il genio italiano è duplice. E’ genio d’ordine e di stabilità ed è genio barocco (..) Nessun popolo fu più robusto costruttore di muri, e nessuno ha diffuso più singolari paradossi in capricci della forma e in illusioni prospettiche. Quegli energici costruttori sono nello stesso tempo artigiani di contraffazioni” (H. Focillon)

Sotto i balconi dalle ringhiere panciute spuntano mensole a forma di mascheroni rabbiosi. Digrignano i denti, spalancano le fauci, urlano: una mimica esagitata per una recita mistificatoria, capace, si spera, di tenere lontane le sciagure.

Tipiche del Sud, queste mensole apotropaiche sono una delle più sorprendenti manifestazioni dell’iperbole barocca, il cui stato di alterazione febbrile sfoga, altresì, in cornici ricurve, cartocci di ornati, masse architettoniche rigonfie, quasi sempre all’altezza di un gusto sofisticato. E se altrove appare dorato per il caldo colore della pietra da taglio, il Barocco a Catania volge al nero, il nero della lava con cui la città fu ricostruita dopo il terremoto del 1693.

Intorno, un paesaggio fertile di agrumeti o punteggiato di rocce cupe, sputato e rimodellato dall’Etna, che si esalta in riva al mare, caricandosi delle suggestioni dei miti nati da millenni di scuotimenti eruttivi.

Sopra i Faraglioni dei Ciclopi gli antichi scrissero il mito di Aci, ucciso dalle pietre lanciate da Polifemo, cieco di gelosia. Di fronte, ad Aci Trezza, è impresso il ricordo delle donne ritte sugli scogli, i mantelli sbattuti dal vento, in attesa del ritorno degli uomini dal mare: splendido suggello cinemato¬grafico di Luchino Visconti ai Malavoglia di Verga.

Un epos antico e moderno che in Sicilia si riverbera nelle forme dell’arte e nelle nuove proposte culturali, e che prima o poi ti sorprende, laddove meno te lo aspetti oppure nei luoghi più belli e famosi, dove tornare è quasi un obbligo. Al Teatro greco-romano di Taormina, per esempio, dove lo spirito degli “energici costruttori” antichi ha sposato, in una visione che infiamma, la terra ed il fuoco, l’aria luminosa ed il mare.